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Lo scorso 24 marzo compariva una notizia che certo non poteva non suscitare ilarità nel lettore, concernendo una verifica effettuata dalla polizia municipale di Aprilia su una donna sessantenne: quest’ultima, in barba ai divieti attuali, se ne andava in giro di prima mattina, in pigiama, nei pressi della Via Nettunense.

Interrogata dagli agenti, la signora riferiva di essere in fase “investigativa” nei confronti del marito, che asseritamente era uscito anch’egli di casa, per recarsi ad Anzio dall’amante.

Troppo forti erano era la rabbia ed il desiderio della donna di cogliere in fallo il proprio marito fedifrago.

Giustificazione, questa, che ovviamente non esentava la signora dalla doverosa denuncia per mano degli agenti.

Nonostante i limiti imposti dal Governo alla libertà di movimento, le infedeltà coniugali non sono certo scomparse.

Semmai, sono state sepolte in lunghi giorni di “black out”.

Oppure, per chi non ha usato l’ardire - o meglio, la sconsideratezza - del famigerato marito della signora di Aprilia, i rapporti extraconiugali si sono momentaneamente convertiti in qualcosa di diverso dalla consumazione carnale.

La pratica del “sexting”, consistente nell’invio di messaggi ed immagini “bollenti” tramite smartphone, tablet o pc, prende strade neppure immaginabili.

Gli smartphone oggi possono fruire di applicazioni difficili da scardinare e basta spostarsi dal soggiorno di casa per raggiungere la camera od il bagno, al fine di consumare il più clamoroso dei tradimenti a mezzo internet.

È ormai pacifico l’orientamento della Cassazione che ritiene il tradimento “virtuale” come motivo di addebito della separazione, alla pari del tradimento consumato.

Ciò perché si tratta di una condotta oggettivamente idonea a compromettere la fiducia tra i due coniugi, costituendo l’origine della crisi matrimoniale.

Ma il “sexting”, già di per sé fonte di illecito endofamiliare dal punto di vista civilistico, potrà benissimo mutar pelle non appena le autorità daranno il “via libera” alle uscite incontrollate dalle quattro mura domestiche.

Ed è proprio nei primi giorni di “libertà ritrovata” che i fedifraghi più incalliti andranno a concretizzare i propri flirt, fino ad oggi sopiti nel ghiaccio dell’isolamento casalingo.

Il ricorso immediato all’avvocato divorzista di fiducia ed all'investigatore privato, assume oggi, e tanto più assumerà nel periodo che a breve ci verrà incontro, un carattere decisivo al fine di individuare le violazioni dei doveri derivanti dal rapporto di coniugio.

Confrontarsi sin d’ora con lo studio legale e con il professionista del settore dell’investigazione, facendo uso delle medesime modalità “riservate” con le quali il coniuge fedifrago coltiva le proprie… “pulsioni centrifughe”, può rappresentare un’arma decisiva per tutelare al meglio i propri diritti e poterli rivendicare in modo pieno davanti ad un Tribunale.

L’investigazione privata è la migliore alleata per le strategie legali che vanno messe a punto allorquando subentra la crisi del rapporto di coppia.

Tramite i riscontri probatori che verranno acquisiti dall’investigatore privato, costituenti piena prova di legge come certificato dalla Cassazione, si avrà modo di salvaguardare la propria posizione ed ottenere acquisizioni di dati, di eventi, di situazioni non acquisibili in altro modo.

Tanto più in questi giorni di “coronavirus”, durante i quali cova un finto “cessate il fuoco” da parte dei coniugi fedifraghi, una sollecita attività d’investigazione, in sinergia con lo studio legale di fiducia, consentirà di attuare le prime verifiche e muovere i giusti passi, anche avuto riguardo ai fenomeni di tradimento virtuale derivanti dall’uso delle chat online, dei social networks, delle piattaforme di incontri più o meno segreti, da consultazioni di indirizzi web più o meno sospetti, fino ad arrivare alle pratiche di “sexting” e addirittura a sempre possibili incontri consumati, magari approfittando del proprio lavoro o di altre necessità di spostamento, come andare a recare assistenza ad anziani genitori.

L’investigazione privata sarà tanto più importante quanto più potrà pianificare in modo circostanziato le attività di monitoraggio del partner, allorquando si riallargheranno le maglie rispetto agli attuali vincoli derivanti dall’emergenza sanitaria.

Anticipare le mosse del coniuge che pone in essere tradimenti risulta spesso decisivo al fine di ottenere le prove necessarie in giudizio.

Avvocato Alessandro Milanetti

www.avvocatoroma.news

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